Oggi non c'ho voglia di scrivere, lascio parlare la puntata di Boris 3 in cui René Ferretti e la sua troupe si trovano negli studi milanesi di "Troppo Frizzante"...
venerdì 21 ottobre 2011
Settimana Della Comunicazione
Azz, c'è stata la Settimana Della Comunicazione a Milano (sì, qui in pratica è sempre la Settimana Di Qualcosa) e me la sono persa... però in giro sono rimasti un po' di cartelloni, che ho trovato davvero divertenti. Linko!
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.
Brunori SAS - Rosa
Rosa, non piangere, dai
anch'io mi voglio sposare
è che senza un lavoro
non si tira a campare...
non si tira a campare...
Devo prendere il treno
per andare a Milano, a Torino, A Bologna,
insomma devo scappare,
che qui in Calabria non c'è niente,
proprio niente da fare,
c'è chi canta e chi conta e chi continua a pregare...
San Francesco sopra il letto
e sul cruscotto c'è la madonna di Pompei,
sopra la 126...
Rosa non ti preoccupare,
non è mica la luna,
vado a fare fortuna
e poi ti torno a pigliare...
E ti compro una casa,
una macchina, un forno,
poi ti porto anche al mare.
Busta paga, contributi, documenti e codice fiscale,
nonostante la nebbia non si sta poi così male.
Sant'Ambrogio da Milano
e sopra il Duomo c'è la Madonna di Pompei,
a me mi pare proprio lei...
Rosa tra un anno si sposa, tra un anno si sposa e si sposa con me
Rosa tra un anno si sposa, tra un anno si sposa e si sposa con me
Rosa tra un anno si sposa, tra un anno si sposa e si sposa con me
Rosa prepara il corredo,
che ho trovato una casa,
manca solo la sposa,
la cucina e l'arredo.
Centottantotto cambiali, trattamento di favore,
se lavoro sedici ore al giorno, ce la posso fare.
Tu pensa alle bomboniere
e alla roba da mangiare
ed avverti pure il prete che ti porterò all'altare.
Pace in terra gloria in cielo
e sopra un velo, c'è la Madonna di Pompei,
mi pare tale e quale a lei...
Rosa tra un mese si sposa, tra un mese si sposa e si sposa con me
Rosa tra un mese si sposa, tra un mese si sposa e si sposa con me
Rosa tra un mese si sposa, tra un mese si sposa e si sposa con me
Rosa i guardi un po' strano,
15 ore di treno, sono appena tornato
e non mi dici "ti amo".
Forse è per via della mano,
te l'avevo già detto,
lavoravo alla morsa
e per fare di corsa l'ho lasciata a Milano.
E certo che ho perso il lavoro!
Sono invalido civile,
non so neanche che vuol dire
ma mi danno la pensione.
Piuttosto dammi una spiegazione:
sulla partecipazione ci deve essere un errore,
ci hanno scritto un altro nome... E non è il mio!
E non è il mio!
E NON IL MIO!
ROSA!
ROSA!
Rosa domani si sposa, e vestita da sposa, non si sposa più con me
Rosa è vestita da sposa, è vestita da sposa ma non si sposa più con me
Bacio, bacio, bacio, bacio, bacio, bacio, bacio,
BACIO! BACIO!
BACIOOOUH !!!
giovedì 20 ottobre 2011
A Milano...
A Milano se vai di fretta non ci sono persone/oggetti contundenti che ti intralciano il cammino. Milano è frenetica, è attiva, è VIVA. Perfino le vecchiette conservano una certa agilità.
Può essere un difetto, è vero,tutta questa frenesia.
Ma anche un grandissimo pregio: non ti annoi, non ti “abbiocchi”, non ti innervosisci a fare lo slalom fra mille ostacoli. Se vuoi arrivare da qualche parte non devi contare per forza un’ora di spostamento.A Milano le persone non attaccano facilmente bottone con gli altri passanti, come succede sempre invece alle fermate dell’autobus a Roma. Anche questo può essere un difetto, ma anche un pregio se vuoi ascoltare la tua canzone preferita con l’mp3 senza rotture di balle. Più che altro, la definirei una caratteristica, che soggettivamente può piacere o non piacere.
A Milano i corsi all’università sono seguiti e partecipativi, gli studenti interagiscono, i professori rispondono e sono aperti ad ogni esigenza.
Non puoi seguire? C’è il materiale online, aggiornato poche ore dopo la lezione.
Vuoi chiedere spiegazioni? Te le danno senza problemi.
Il rapporto professore-studente è più “paritario”: lui non sta in cattedra altezzosamente ad elargire conoscenza in modo distaccato, ma si premura che i suoi studenti capiscano, vuole sapere le loro opinioni.
La forma mentis di chi esce da questo Politecnico gode di una maggiore autostima: un laureato qui non pensa “eh, il mio progetto è una merda, ho sculato il voto”. Un laureato qui ha già avuto modo di affermare la sua personalità, le sue scelte progettuali, le sue opinioni.
A Milano, in segreteria ti risolvono i problemi.
A Milano fa freddo, ma sono anche attrezzati per poterci convivere.
A Milano c’è il sole molto più spesso di quanto noi romani possiamo pensare. A Milano non c’è quasi mai la nebbia. Semmai c’è un cielo grigio/bianco, che –devo ammettere- non è proprio il massimo della vitalità. Ma non ci sono i temporali tropicali di Roma, semmai una blanda pioggerellina (che sì, dura per giorni interi, ma almeno non manda in tilt la città).
A Milano ci sono grandi viali alberati, quelli che in urbanistica vengono definiti Boulevard. Certo, non ci sarà Villa Ada, Villa Borghese, il laghetto dell’Eur…ma non è tutto così grigio come pensiamo.
A Milano moltissime persone girano in bici.
A Milano tutto sommato si sta bene.
E’ vero:
a Milano non c’è Trastevere con i suoi vicoli e con i suoi personaggi, a Milano non si respira la Storia millenaria,
a Milano non ci sono i colori e il calore della Capitale,
a Milano non c’è la “shallanza”.
a Milano non c’è Trastevere con i suoi vicoli e con i suoi personaggi, a Milano non si respira la Storia millenaria,
a Milano non ci sono i colori e il calore della Capitale,
a Milano non c’è la “shallanza”.
Meglio così: se a Milano ci fossero anche tutte queste altre cose sarebbe una città perfetta… ma tutto sommato non sarebbe Milano. Che invece inizia a piacermi così com'è.
Ed è così bello sapere che, a 500km da qui, c’è un altro posto – anche questo ben lungi dall’essere perfetto, ma così profondamente legato al mio cuore, nonostante i suoi difetti – che mi aspetta sempre a braccia aperte.
Mi manchi, Roma!
mercoledì 19 ottobre 2011
La Questione Trasporti Pubblici
Ce sei mai stato in mezzo ar traffico de Roma?Ce l'hai presente, lo sai come funziona?[...] Dei mezzi pubblici so' tutti fobici pe' via der prezzo e della tempestività
Infatti l'autobus vanno lentissimi, solo 'n pochetto più veloce ce va er tram
Poi c'è la metro, bona anche quella! Solo due linee: la terza è la più bella!
Rimane er treno: sempre gajardo! Pare fatto apposta pe' chi vo' arrivà in ritardo!
Beh, quello dei mezzi pubblici è un signor argomento di conversazione per i cittadini romani.
Quando poi di punto in bianco questi cittadini romani si ritrovano a vivere nel nord-che-lavora/nord-che-produce, gli spunti di riflessione cambiano drasticamente punto di vista.
Quando poi di punto in bianco questi cittadini romani si ritrovano a vivere nel nord-che-lavora/nord-che-produce, gli spunti di riflessione cambiano drasticamente punto di vista.
I MILANESI E LA PUNTUALITA’
Secondo le statistiche dell’ATM (Azienda Trasporti Milano) il 79 % degli autobus/tram arriva puntuale alla fermata, rispettando gli orari scritti sulla palina. Nonostante tutto, c’è anche chi ha il coraggio di lamentarsi (evidentemente non sono mai stati a Roma! Noi manco ce l’abbiamo una palina!)
Qui sanno perfettamente l’orario in cui passerà il bus, ma soprattutto… sanno quando arriverà a destinazione! E ovviamente un minimo ritardo causa scompensi devastanti sull’equilibrio psicofisico nella loro esistenza.
Ogni tanto provo ad immaginare se questi personaggi si trovassero casualmente catapultati a Roma, fra i continui lavori stradali (e qui ci sarebbe da aprire una parentesi sull’intelligenza di chi li coordina in modo che coincidano perfettamente con le giornate “di punta”, come ad esempio il rientro dalle vacanze o i periodi di shopping natalizio…), le manifestazioni, gli scioperi, le macchine in doppia fila, gli incidenti, le ore di punta, gli eventi atmosferici… non credo che sopravvivrebbero più di qualche ora (giusto il tempo di riuscire a salirci, se fortunati, sull’autobus).
I MILANESI E GLI SCIOPERI
Proprio oggi a lezione una tipa alza la mano e fa: “Professoressa, venerdì è previsto lo sciopero dei mezzi, per questo credo che ci saranno degli assenti!”
(Dentro di me: Ma che cazzo lo dici a fare?! a Roma facciamo molto prima: non ci presentano proprio, a maggior ragione neanche c’è l’obbligo di frequenza a questo corso!)
…e la prof.: “Adesso parlo con la mia collega, se possibile rimandiamo la lezione, magari recuperiamo fuori orario un altro giorno! In caso mandiamo un avviso sulla vostra mail del Politecnico”
Ok, qui stanno fòri. Cioè, ovviamente è ammirevole la dedizione sia degli alunni che della professoressa, ma il mio primissimo pensiero è stato “se a Roma sospendessero una lezione ogni volta che c’è uno sciopero…farebbero prima a fare lezione via Youtube direttamente!”
I MILANESI E LA DENOMINAZIONE DEL MEZZO
Ho dei seri problemi con gli articoli determinativi dei mezzi pubblici in questa città: quando chiedi indicazioni, non ne specificano la categoria…è sottointesa.
- “LA” indica gli autobus: <Prendi LA 91, cambia con LA 54>. A quanto pare questo succede perché è l’abbreviazione di “la linea 54”
(ma vi immaginate a Roma, quando c’era il famoso 38 barrato?! “Aò, devi prende la trentottobbarato!”)
(ma vi immaginate a Roma, quando c’era il famoso 38 barrato?! “Aò, devi prende la trentottobbarato!”)
- “IL” invece indica esclusivamente il tram: <Laggiù c’è il capolinea del 5>
- Per le metro invece è facile: sono tre, di tre colori diversi (gialla, verde, rossa) ed anche le fermate sono tutte allegre e colorate
(è fantastico nelle stazioni “di scambio”: se il piano -1 è tutto di un colore, scendi le scale mobili ed entri al -2 in un universo totalmente di un altro colore!)
(è fantastico nelle stazioni “di scambio”: se il piano -1 è tutto di un colore, scendi le scale mobili ed entri al -2 in un universo totalmente di un altro colore!)
COMPORTAMENTI OSSESSIVO-COMPLUSIVI #1
Anni fa, in una gita di qualche giorno qui a Milano, mi trovavo alla stazione metro di Lambrate, capolinea di numerosi autobus e tram. Ovviamente mi ero dimenticata quale fosse il numero del tram che dovevo prendere, quindi avevo deciso bene di chiedere al simpatico autista: “Scusi, questo va al duomo?”
“No, mi dispiace”
“Ma comunque arriva vicino al centro?”
“Scusi signorina ma c’è tutto scritto sulla palina, se per favore mi fa chiudere le porte perché dovevo già essere partito un minuto fa e sono in ritardo!”
COMPORTAMENTI OSSESSIVO-COMPLUSIVI #2
Domenica scorsa, ore 17: vado a vedere una casa a circa 2 km da dove mi trovo adesso. Al ritorno decido di non farmela a piedi e prendere un autobus. Memore delle precedenti esperienze, mi studio per bene la “palina” per capire quale sia l’autobus che più si avvicina alla mia momentanea abitazione. (A Roma la domenica se ti vuoi muovere in autobus ce puoi pure morì de vecchiaia, quindi ero pronta ad aspettare anche un bel po’.)
L’orario stampato dice che il 91 passa ogni 10 minuti nei festivi…(prima espressione basita) Oh, figo! c’è anche il tabellone elettronico! Solo 7 minuti di attesa?! Fantastico…giusto il tempo di una sigaretta!
L’orario stampato dice che il 91 passa ogni 10 minuti nei festivi…(prima espressione basita) Oh, figo! c’è anche il tabellone elettronico! Solo 7 minuti di attesa?! Fantastico…giusto il tempo di una sigaretta!
Quando ne mancano 4 arriva un simpatico nonnetto che legge l’orario e sbuffa. Bah.
Dopo pochi secondi il tabellone si ri-aggiorna e appare scritto 6 minuti. Vabbè, tutto nella norma, ce può stà, no? A quanto pare NO, perché il nonnetto comincia a sbraitare contro l’ATM “non funziona mai niente!”
…eh beh. Inizio a capire perché considerino Roma una città meridionale…
COMPORTAMENTI OSSESSIVO-COMPLUSIVI #3 - il programma per il futuro dell'ATM
Wi-fi e semafori intelligenti «Bus più veloci e puntuali»
Onda verde sulla 90-91, partita la sperimentazione tra Piola e Zara. Maran: prima i pendolari
MILANO - Precedenza all'Atm. L'onda verde sfrutta i semafori intelligenti e viaggia sulla connessione wi-fi , riorganizza i tempi d'attesa agli incroci, riconosce e separa i flussi di traffico, attribuisce priorità ai mezzi pubblici e prolunga lo stop alle auto. È una corsia preferenziale invisibile: «Vogliamo garantire puntualità e sicurezza al servizio-pendolari». La sperimentazione è stata avviata ieri sulla circolare 90/91, tra le fermate di Piola e viale Stelvio-Zara. Il lavoro di adeguamento tecnologico si prenderà quasi due mesi, procederà per tappe (sei) e sarà concluso il 6 novembre, quando la tecnologia sarà attivata su tutto l'anello. In pratica: il semaforo dialoga col filobus attraverso Internet senza fili, «vede» in tempo reale l'arrivo del mezzo e gli consegna la precedenza. Obiettivo: ridurre i tempi di percorrenza lungo la cerchia Isonzo-Lotto e aumentare le frequenze alle fermate. Quindici minuti di «risparmio» su ogni giro della 90/91.
[da http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_settembre_15/atm-sperimentazione-wifi-semafori-intelligenti-1901543907233.shtml]
Vi saluto con un pezzo abbastanza adatto:
Vi saluto con un pezzo abbastanza adatto:
Afterhours - L'inutilità della puntualità
Condizioni climatiche che mi rendono sterile
vorrei approcciarti in modo naturale
ma quando son così mi fai passare per minchione
in fondo ero un tuo organo vitale
o mi ricordo male?
...mi ricordo male!
decido quindi che per il nostro bene
sarò noiosamente magnetico e intrigante
e adesso si che sono un bel minchione
ma tu mi presti fede
perchè fuori non si vede
condizioni climatiche che mi rendono sterile
e quanto ci fa male la delicatezza che ci usiamo
per non farci male
ma se guardassi dentro quel che dico
mi vedresti urlare quanto son contento
che Milano non sia la verità
Milano non è la verità
Milano non è la verità
Milano non è la verità
condizioni climatiche che mi rendono sterile
cosa farete quando la novità che rappresentate sarà finita?
vi appellerete all'inutilità della puntualità
della puntualità
Milano non è la verità
Milano non è la verità
Milano non è la verità.
martedì 18 ottobre 2011
Un po' di sana ironia
Mi sono fatta le migliori risate leggendo questa pagina, e non posso fare a meno di linkarla...si abbina perfettamente allo stile del mio blog!
...e concludo con il mitico Mastrandrea:
(puntata 74 di Tolleranza Zoro)
Politecnico Days
Il Politecnico di Milano è articolato in 9 Scuole, ognuna delle quali raggruppa corsi di studio - di diverso livello e attivi in uno o più poli territoriali - afferenti a ambiti disciplinari affini.
Architettura e Società
Architettura Civile
Design
Ingegneria Civile, Ambientale e Territoriale
Ingegneria dei Sistemi
Ingegneria dei Processi Industriali
Ingegneria Industriale
Ingegneria dell'Informazione
Ingegneria Edile/Architettura
Io personalmente sono nella Scuola di Architettura e Società, dove i corsi offerti sono:
La mia specialistica, Pianificazione Urbana e Politiche Territoriali (PUPT), è pensata per chi alla triennale ha fatto Urbanistica. Non mi chiedete quelli di Ambientale o quelli di Produzione Edilizia che fine facciano, perché non lo so!
Fatto sta che io mi sono laureata in Scienze dell’Architettura, e secondo la loro logica mi sarei dovuta iscrivere solo alla magistrale di Architettura.
Invece ho deciso di fare Pianificazione.
Motivo per cui hanno carinamente deciso di darmi 3 integrazioni curricolari (24 crediti in totale, bastardi) per “avere una base” simile a quella dei miei colleghi.
Adesso, quindi, sto seguendo 3 corsi della Triennale di Urbanistica e 2 della Magistrale (ciò implica che manco ho cominciato e già sto indietro con gli esami!)
Tutto questo pippone di premessa per dire che spesso e volentieri mi ritrovo in aula con bambocci del ’92 al primo anno. Che vergogna ‘-.-
Ad Urbanistica tutti hanno un’ammirazione reverenziale per gli Architetti, e inizio a capire perché. In questa triennale fanno esami simili fra loro, molto teorici, e non usano né AutoCad né Photoshop né altro… non sanno fare progetti di abitazioni, negozi, musei, impianti (vabbè, questi ultimi manco io, ma per mia colpa) e non si dilettano con Concept, Plastici, Tavole, Layer e chi più ne ha più ne metta.
Le lezioni della Triennale sono estremamente teoriche –azzarderei un “filosofiche”- e parecchio ripetitive. Per chi lo conoscesse, direi che siamo nel regno di Giovanni Caudo (prof. Di Urbanistica a Roma Tre, il mio grande amore) …anzi, lui qui verrebbe quasi considerato uno troppo “pratico”!
La cosa divertente è che invece i professori sono tutti Architetti successivamente specializzati in Urbanistica, e quando spiegano mettono in continuazione frasi come
“Se voi foste architetti probabilmente fareste caso a …” oppure “Un architetto a questo punto saprebbe come fare…” o ancora “Vi spiegherei anche questa cosa, ma tanto non fate architettura” ecc. ecc.
Ed io mi sento molto pheeega!
Ed io mi sento molto pheeega!
Parliamo invece delle lezioni della specialistica. Qui c'è del bello, lo ammetto.
I corsi sono in inglese, tenuti da professori italiani che parlano inglese.
I miei colleghi sono per il 70% stranieri. Ci sono degli americani che già mi stanno sulle balle: sempre in prima fila, sempre a fare interventi con tono di contestazione, ma soprattutto INTERVENGONO IN CONTINUAZIONE e PARLANO NEL LORO FOTTUTISSIMO SLANG INCOMPRENSIBILE!
I miei colleghi sono per il 70% stranieri. Ci sono degli americani che già mi stanno sulle balle: sempre in prima fila, sempre a fare interventi con tono di contestazione, ma soprattutto INTERVENGONO IN CONTINUAZIONE e PARLANO NEL LORO FOTTUTISSIMO SLANG INCOMPRENSIBILE!
Passi per la lezione in inglese (anche se i miei appunti fanno ridere, frasi in mezzo inglese e mezzo italiano), ma anche l’intervento del secchione che parla il suo dialetto simil-inglese... NOOO!
“mai consdrèscn’baut di text is a soootov desk’ssion’baut de prn’sipals tiiims of di aaagumn’t”(trascrizione fonetica di “my consideration about the text is a sort of discussion about the principal themes of the argument”)
...sembra di vedere uno di quei telefilm americani sui college in lingua originale.
Peccato che non ci siano i sottotitoli.
E peccato anche che tutti gli altri stranieri li capiscano alla perfezione! (quindi se chiedi di ripetere slowly sembri un ignorantone).
Voglio i sottotitoli!!!
Peccato che non ci siano i sottotitoli.
E peccato anche che tutti gli altri stranieri li capiscano alla perfezione! (quindi se chiedi di ripetere slowly sembri un ignorantone).
Voglio i sottotitoli!!!
Ovviamente, per ironia della sorte, il corso è strutturato per essere un continuo dibattito fra gli studenti sui temi presentati dai professori. E ovviamente gli articoli da commentare sono robe filosofiche in inglese. Olllè!
Ora, giusto per allietarvi la vita, vi copio-incollo un minuscolo estratto del sobrio e leggero articolo che abbiamo commentato oggi.
“The communicative model draws on two philosophical approaches— American pragmatism as developed in the thought of John Dewey and Richard Rorty and the theory of communicative rationality as worked out by Jürgen Habermas. The two strands differ somewhat in their methodologies. Neopragmatism tends toward empiricism, with its exemplars searching for instances of best practices within planning from which generalizations can be drawn.”
-per la sobria lunghezza di 29 pagine in pdf!
Insomma, ‘na pesantata totale.
Oltretutto fuggire dalle aule è IMPOSSIBILE.
I geniali progettisti delle aule hanno messo la porta di ingresso di fianco al professore.
E qui i professori salutano chiunque entri o esca “Buongiorno! Arrivederci!”.
E in aula siamo troppo pochi per confonderci. AIUTO!
Per finire, le aule sono molto fighe, senza dubbio. Ma le sedute sono scomode, cazzo, scomodissime! Manco un sonno tranquillo me posso fa!
Detto ciò vi saluto dall’alto della mia nordicità (e dall’omogeneo triste grigiore di questo cielo milanese) e ripeto: mannaggia alle brioches!
P.S. Stamattina sono stata nuovamente “corretta”
“Un cornetto semplice, per favore”
“Voilà signorina, ecco la sua brioche vuota!”
“Un cornetto semplice, per favore”
“Voilà signorina, ecco la sua brioche vuota!”
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